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TerradiMezzo
luogo d'incontro di esperienze
 
 

Questo blog è nato per i bambini, i genitori e gli insegnanti della classe del maestro Carmelo di una scuola primaria di Torino.

Terra di Mezzo sta ad indicare un luogo in cui tutte queste componenti possono incontrarsi liberamente.
 

 

Nella Terra di Mezzo si raccontano esperienze di vita scolastica, lavori di bimbi e di insegnanti.


Alcune di queste sono applicazioni del Cooperative learning.


 

 

 

 


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Disclaimer:
Alcune immagini possono provenire
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Chi si sentisse danneggiato
nei propri diritti può chiederne
la rimozione.
 

 


 


 

18 aprile 2015
Apprendimento cooperativo e prove INVALSI

Lunedì 13 aprile, per il progetto A Porte Aperte, organizzato dal CeSeDi, con cui collaboro ormai da dieci anni, ho ospitato in classe due insegnanti che desideravano vedere come si utilizza l’Apprendimento cooperativo in classe. Non è stata la prima volta e forse anche per questo i bambini non erano intimoriti, ma si sono dimostrati sereni e accoglienti.

In questa occasione ho adattato alcuni quesiti di geometria (Spazio e figure) tratti dalle prove INVALSI di quinta somministrate nell’anno 2012 – 2013 per capire se con una modalità cooperativa se è possibile utilizzare tali prove come strumento di apprendimento piuttosto che di diagnosi. La modalità cooperativa scelta prende il nome di “Giro di tavolo simultaneo” per il fatto che un gruppo di quattro bambini lavora simultaneamente sugli stessi quesiti. Il tutto si svolge in tre fasi: la prima individuale durante la quale ogni bambino risponde individualmente ai quesiti proposti; la seconda fase è un momento di confronto tra i quattro componenti di ciascun gruppo; la terza fase è un controllo finale, ricco di discussione, con la partecipazione di tutta la classe.

La parte finale di un lavoro cooperativo consiste nella Revisione, ovvero un momento di riflessione su come si è svolto il lavoro.

Di seguito riporto alcune risposte date a due delle quattro domande date per tale revisione. Credo siano osservazioni molto significative, perché mettono bene in evidenza il tipo di clima, di classe, le motivazioni, i risultati da raggiungere, le aspettative dei singoli. Nel caso in cui ci sia necessità di capire o di approfondire conoscenze rispetto al metodo usato, è possibile scrivere all’autore di questo blog.

Una cosa che ho imparato

 

Ho imparato a ragionare.

Ho imparato che anche le risposte dei compagni possono essere giuste.

La cosa che ho imparato è a rispettare le persone.

Ho imparato a collaborare in gruppo.

Ho imparato a capire il mio errore.

Ho imparato che bisogna ascoltare anche le opinioni degli altri.

Ho imparato a non accontentarmi della prima risposta.

Una cosa che ho imparato è che non è necessario finire sempre primi

 

Una cosa per cui sono contento di questo lavoro

Sono contenta perché sono stata in gruppo con delle persone con cui non riesco a stare quasi mai.

Ho imparato a ragionare, perché prima non ragionavo tanto.

Sono contento di aver lavorato con i miei compagni.

Credo di essere migliorata in geometria.

Ora sono più sicura di quello che faccio.

Sono contenta di questo lavoro perché tutti hanno tirato fuori delle idee.

Sono contento di non aver fatto una catastrofe e di aver lavorato con la mia testa.

 Carmelo

2 dicembre 2012
Giustificare le assenze


Il primo è fratello del terzo e, con la quarta sono tre degli autori in vita più importanti dell'Apprendimento cooperativo.
Erano tutti a Trento ed è lì che sono andato in questi giorni.
Ho avuto modo di ascoltare le loro idee direttamente e ho così avuto una bellissima occasione per riflettere su come lovaro in classe, come posso migliorare, come posso organizzare i gruppi in modo che i bambini imparino più facilmente e con il contibuto di tutti.
Ho avuto come compagna di viaggio la maestra Caterina, della A.
Sono molto felice di aver fatto questo viaggio.
Carmelo
18 novembre 2012
Cooperative learning in Sardegna
Ci tengo molto a riportare anche su queste pagine la bellissima avventura appena vissuta in provincia di Cagliari.
Un corso di formazione sul Cooperative learning con ventuno docenti e la loro dirigente, veramente strepitoso per il grado di coinvolgimento, l'attenzione, la partecipazione e il desiderio di mettersi in gioco di tutti.
Sono ritornato a Torino carico, motivato, confermato nelle mie scelte didattiche.
Qui sotto, tra amici, inserisco la foto di gruppo fatta al termine del corso.



E colgo l'occasione per salutare anche da qui questi nuovi amici.
Carmelo

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TECNOLOGIE
30 novembre 2008
Fare Storia con la LIM
Abbiamo iniziato ad utilizzare la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) in classe per alcune lezioni.
Giovedì abbiamo affrontato un argomento di storia lavorando in apprendimento cooperativo e facendo interagire i bambini con la LIM.
Di seguito la foto della classe durante il lavoro.


Tutti concentrati a vedere cosa accadeva sulla lavagna. Potenza delle immagini!!

Come già detto non abbandoniamo il lavoro in gruppi cooperativi; ed ecco qui un momento di lavoro di un gruppo che discute su come sistemare alcune date sulla linea del tempo.


L'utilizzo della LIM richiede un po' di esercizio per il tipo di supporto, per le potenzialità che offre, per il fatto che si scrive con un fascio di luce che proviene dalle spalle. Tutto sommato, però i bambini se la sono cavata abbastanza bene.




Qui si vedono due redattori di due gruppi che scrivono sulla LIM il risultato del lavoro del proprio gruppo di appartenenza.
Carmelo

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24 settembre 2008
Una carta a T per migliorare lo star bene a scuola
All'inizio di quest'anno scolastico, noi insegnanti abbiamo sentito l'esigenza di lavorare con i bambini della classe su alcune abilità sociali che riteniamo particolarmente carenti. Abbiamo scelto "Usare le buone maniere" e quindi abbiamo costruito una carta a T, così chiamata per la forma che prende, insieme ai bambini. La carta a T è riportata di seguito e nasce da ciò che i bambini hanno detto e trovato utile. Alcuni genitori ci hanno chiesto di inserirla su questo blo. Lo facciamo volentieri, anche per dare alle famiglie uno strumento con cui aiutarci per un migliore comportamento dei propri figli.
Ringraziamo i genitori per la collaborazione che vorranno offrirci.
Carmelo

Usare le buone maniere

Cosa vedo

Cosa sento

· Vedo alzare la mano per parlare

· Vedo che nessuno si picchia

· Per le scale o in corridoio vedo CAMMINARE (non correre)

· Vedo stare a tavola in modo educato (parlare a bassa voce, si usano le posate, si mangia educatamente)

· Sento bussare alla porta (per andare in bagno, per entrare in classe, in casa…)

· Vedo aiutare i compagni (nei compiti, si prestano materiali…)

· Vedo ogni cosa al suo posto

· Vedo gettare i rifiuti nel cestino al momento opportuno

· Vedo tutti seduti composti

· Vedo fare quello che viene richiesto (es. aiuto in casa, eseguo i compiti per tempo…)

· Sento dire “PER FAVORE”

· Durante i giochi sento “PER FAVORE puoi aspettare?”

· Sento parole gentili

· Sento il SILENZIO

· Se c’è folla sento dire “…E’ PERMESSO?”

· Sento dire “BUONGIORNO” agli adulti; CIAO ai compagni; GRAZIE; SCUSA; HO SBAGLIATO

· Do del LEI alle persone che non conosco e agli adulti


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30 aprile 2008
Apprendimento cooperativo in italiano
Per far scrivere alcuni testi descrittivi, Rosa ha utilizzato una struttura di Apprendimento cooperativo chiamata “Giro di tavolo” o “Round Robin”.
Si trattava di descrivere quattro oggetti presenti nella nostra aula.

I bambini hanno scelto la lavagna, uno scaffale, il libro operativo e la cattedra.
Sulla lavagna è stata scritta la scaletta comune da seguire per facilitare la scrittura dei testi.
Le insegnanti hanno formato i gruppi: 6 gruppi composti di 4 bambini ciascuno.

Ogni gruppo ha ricevuto quattro fogli; su ogni foglio era scritto il nome di un solo oggetto tra quelli sopra menzionati, e su questo quindi veniva descritto solo quell’oggetto. Ogni gruppo aveva quindi il compito di descrivere tutti e quattro gli oggetti.

All’inizio ogni bambino in ogni gruppo ha scelto di descrivere un oggetto. Dopo un certo tempo, dato dall’insegnante, il foglio di ogni bambino veniva passato al compagno accanto.
Ciascuno leggeva ciò che avevano scritto i compagni prima di lui e continuava la descrizione dell’oggetto.

I fogli giravano passando da tutti e quattro i componenti del gruppo.
Il prodotto finale di ogni gruppo è stato pertanto di 4 diverse descrizioni a cui tutti avevano collaborato.


Qui di seguito alcune osservazioni dei bambini al termine del lavoro

L’attività e stata bellissima. Ero un po’ preoccupato perché non sono bravo in italiano e avevo paura di fare sbagliare il gruppo, ma dopo dieci minuti mi sono sentito meglio perché Giulio mi correggeva gli errori. (Gabriel)

L’attività è stata bella e facile. Durante il lavoro sono stata concentrata.Se non riuscivo ad andare avanti, chiedevo aiuto a un compagno. Lavorando da sola avrei potuto fare più errori perché se sbagliavo i miei compagni controllavano gli errori. Mi piacerebbe fare di nuovo questo lavoro perché è stato bello e si lavorava in gruppo. (Arianna)

A me non è piaciuto tanto questo lavoro perché mi sentivo un po’ preoccupata e ho avuto difficoltà a scrivere le doppie. Quando non riuscivo a capire bene, chiedevo aiuto ai compagni. Non avrei potuto fare meglio da sola perché non sono molto brava, vorrei ancora fare questo lavoro perché un po’ mi è piaciuto. (Giulia R.)

Durante il lavoro mi sentivo tranquilla perché riuscivo a lavorare bene, se non capivo chiedevo aiuto all’insegnante per non disturbare i compagni. Senza i compagni, secondo me, non ce l’avrei fatta perché avevo paura di sbagliare le cose. Mi piacerebbe ripetere il lavoro perché è stato bello anche se un po’ difficile. (Beatrice)

L’attività è stata bella e mi è piaciuta. Durante il lavoro mi sentivo tranquilla perché mi sono concentrata bene e giravamo i fogli nel modo giusto. Non ho avuto nessuna difficoltà. Da sola avrei potuto fare più errori perché le descrizioni erano troppe. Mi piacerebbe ripetere questo lavoro perché è stato facile e mi è piaciuto molto. (Federica T.)

L’attività è stata bella perchè ci aiutavamo e non litigavamo. Durante il lavoro sono stata tranquilla. Non ho avuto difficoltà perché il lavoro era facile, però da sola non sarei riuscita a farlo da sola perché le descrizioni erano un po’ tante. A me piacerebbe lavorare ancora in questo modo perché è divertente. (Federica S.)

L’attività mi è piaciuta perché i compagni mi aiutavano nell’accento e nelle doppie. Ero un po’ preoccupato perché ho avuto difficoltà a scrivere le doppie. Non riuscivo a scrivere bene, ma ho provato lo stesso. Non avrei potuto fare meglio da solo perché non sono molto bravo. Mi piacerebbe rifarlo.

L’attività svolta mi è piaciuta. Durante il lavoro ero tranquilla perché c’era silenzio. Era tutto molto facile e non ho avuto difficoltà. Da sola avrei fatto un po’ più errori perché il lavoro era troppo lungo. Mi piacerebbe ancora lavorare in questo modo perché mi è piaciuto aiutare i compagni. (Ada)

Io ero molto concentrata e anche un po’ tranquilla. Il lavoro mi è piaciuto perché secondo me abbiamo lavorato bene. Io non ho mai avuto bisogno, però di certo da sola non potevo riuscire nello stesso tempo o, comunque, non avrei trovato tutte quelle possibilità. Da sola se avessi avuto bisogno avrei dovuto chiedere alla maestra, ma se imparo dai compagni anche i compagni imparano di più. L’attività la vorrei ripetere perché questa volta mi sono sentita benissimo. (Margherita)

L’attività svolta in gruppo non mi è piaciuta perché qualche compagno si impicciava mentre scrivevo. Mi sono sentito felice perché abbiamo fatto pochi errori. Non ho mai chiesto aiuto. Non mi è piaciuto perché A. mi incolpava. (Manuel G.)

L’attività svolta in gruppo mi è piaciuta perché era facile. Mi sentivo tranquillo perché tutti eravamo concentrati. Ho trovato un po’ di difficoltà e ho chiesto ai compagni di aiutarmi. Non avrei potuto lavorare meglio da solo perché con la collaborazione dei compagni ho potuto fare di più. Mi piacerebbe rifare il lavoro in gruppo perché mi vorrei concentrare di più. (Emil)

L’attività mi è piaciuta così così. Ero concentrato, ma non era facile. Riuscivo a capire e ce la facevo senza chiedere aiuto perché ero concentrato. Non mi piacerebbe ripetere l’attività perché abbiamo lavorato male. (Davide)

L’attività svolta in gruppo è stata bella e mi è piaciuta. Mi sentivo molto bene perché ero tranquilla. Ho chiesto aiuto ad A. ed E. e loro mi hanno aiutata. Mi piacerebbe lavorare ancora in questo modo. (Giulia D. M.)


L’attività mi è piaciuta tantissimo. Mi sentivo tranquilla perché c’erano G. e F. che mi aiutavano. Ho avuto un po’ di difficoltà perché non ho capito bene il lavoro. Chiedevo aiuto alla maestra e ho lavorato da sola perché mi sentivo sicura. Mi piacerebbe fare ancora questo lavoro perché mi è piaciuto molto. (Lauraluna)

L’attività in gruppo mi è piaciuta. Durante il lavoro mi sono sentita tranquilla perché se non riuscivo ad andare avanti non lasciavo perdere e cercavo di continuare. Lavorando da sola avrei potuto fare più errori; se sbagliavo almeno correggevano i compagni dopo di me. Mi piacerebbe fare di nuovo questo lavoro perché si lavorava in gruppo e ci scambiavamo i fogli. (Martina)

L’attività è stata un po’ difficile perché certe volte litigavamo. Durante il lavoro ero concentrata perché non ci disturbavamo. Io non ho avuto difficoltà perché eravamo in gruppo, però da sola non sarei riuscito a farlo perché erano tante descrizioni. (Enrica)

L’attività svolta in gruppo è stata molto facile e mi sentivo concentrato. Quando ero in difficoltà chiedevo aiuto a un compagno. Da solo non avrei potuto lavorare meglio perché non avrei capito tutto. Mi piacerebbe lavorare di nuovo in questo modo perché è molto divertente. (Fabio)

Io penso che l’attività sia stata bella. Mi sentivo un po’ preoccupata perché è stata la prima volta che abbiamo fatto questo lavoro. Quando non ho capito ho chiesto aiuto ai compagni. Mi piacerebbe ripeterla. (Rebecca)


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permalink | inviato da TerradiMezzo il 30/4/2008 alle 9:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
vita scolastica
24 febbraio 2008
Confini e regioni
Un'attività di geometria svolta in apprendimento cooperativo.
La classe è divisa in gruppi: cinque gruppi con quattro bambini ed uno con tre.
Sono state utilizzate due strutture di Kagan che verranno illustrate di seguito.

Prima struttura: Teste numerate
Ogni bambino in ciascun gruppo ha un numero da 1 a 4 (a 3 nel gruppo ditre).
L'insegnante pone le seguenti domande: Che cosa è un confine? Che cosa è una regione?
I bambini si consultano all'interno del proprio gruppo.
L'insegnante poi interroga la classe rivolgendosi a bambini che hanno un certo numero. Ad esempio potrà interrogare tutti i numeri 3 oppure il numero 1 del primo gruppo, il numero 3 del quarto, il numero 4 del secondo gruppo ecc. Il confronto tra le risposte permette all'insegnante di capire il livello di conoscenza acquisito ed ai bambini un confronto continuo con ciò che sanno.
Questo lavoro è stato svolto per assicurarsi che la classe avesse interiorizzato i concetti di confine e di regione affrontati precedentemente, prima di procedere oltre con l'attività.
La consultazione in gruppo permette a chi sa di aiutare chi non ricorda. La valutazione di questo lavoro è rivolta comunque al gruppo intero.

Ecco alcuni gruppi impegnati in "teste numerate".

Seconda struttura: Mappa nel mezzo
Ogni gruppo riceve un foglio di carta centimentrata e precedentemente suddivisa in cinque spazi.
L'insegnante dà tre figure geometriche da disegnare e le segiuenti domande:
  1. Qual è il confine più lungo?
  2. Quanto misura?
  3. Qual è la regione più estesa?
  4. Perchè?
Ogni bambino ha un proprio spazio per un primo lavoro individuale. Dovrà disegnare le tre figure date, colorare la regione interna di ciascuna figura e rispondere alle domande poste dall'insegnante.

Successivamente , e dopo aver raggiunto un accordo di gruppo sulle domande poste, vengono scritte le risposte nello spazio centrale.
Queste risposte sono il prodotto finale del gruppo, su cui l'insegnante baserà la propria valutazione. Anche in questo caso la resposnsabilità di gruppo, l'interazione tra i membri sarà importante ai fini del risultato.

In quest'ultima immagine è visibile il lavoro finale di un gruppo.

Tempi: due ore e mezza
Carmelo

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vita scolastica
5 novembre 2007
Un sudoku per pensare
Un sudoku è conosciuto come un gioco di strategia, nel quale bisogna sistemare alcuni numeri secondo una regola precisa.
Ci sono molti tipi di sudoku, da quelli facili a quelli definiti diabolici per la loro difficoltà.

Noi abbiamo utilizzato un sudoku facile così costruito:
1 immagini al posto dei numeri
2 le immagini andavano sistemate in modo da avere in ciascuna riga e ciascuna colonna le quattro immagini diverse
3 la classe era divisa in gruppi di 4
4 ogni bambino aveva una sola serie di immagini e poteva manipolare solo la propria
5 il compito consisteva nel terminare assieme il sudoku
6 abilità sociale da agire la collaborazione

Non è stato tutto facile. Qualche gruppo ha terminato il lavoro, qualcun altro non c'è riuscito.



Interessava far emergere le modalità di lavoro cooperativo e le strategie di risoluzione del compito.
La scheda di revisione finale riporta argomenti interessanti.
Carmelo

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permalink | inviato da TerradiMezzo il 5/11/2007 alle 19:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 settembre 2006
I genitori lavorano in Apprendimento Cooperativo

Ieri pomeriggio si è tenuta la prima assemblea dei genitori della I D della Casalegno.
I bambini erano quasi tutti rappresentati, alcuni dal papà e dalla mamma.
Non è stato il solito incontro che ravamo abituati a fare. Questa volta abbiamo voluto utilizzare le modalità dell’Apprendimento Cooperativo.
Primo momento
Una bella “Caccia al tesoro umano” ha messo tutti i presenti in condizione di conoscersi meglio, di condividere caratteristiche della propria vita, hobby ed altro. I gentori si sono mossi per l’aula cercando abbinamenti ed in questo modo facevano conoscenza.

Unico rammarico: aver dimenticato la macchina fotografica!

Secondo momento

Un “giro di tavolo” o Round Robin con lo scopo di esplicitare e confrontarsi sulle aspettative che ha ogni genitore, soprattutto quelli alla prima esperienza con la scuola primaria, e condividerli prima in piccolo gruppo di quattro, poi a tutti gli altri.

Le domande:

  1. Che cosa vorresti che la scuola riuscisse a dare a tuo figlio/a?
  2. Che cosa sei disposto a dare alla scuola per la riuscita dell’apprendimento di tuo figlio/a?
  3. Che cosa ti aspetti da tuo figlio/a in quest’anno scolastico?
  4. Che cosa sei disposto a fare per tuo figlio/a affinché la sua esperienza scolastica risulti utile e positiva?

Il relatore di ogni gruppo, scelto dai membri dello stesso, ha condiviso a tutti gli altri quanto emerso. In questo modo, piano piano, abbiamo cominciato a fissare alcuni obiettivi del lavoro futuro che ci attende come genitori e come insegnanti.

Infine le comunicazioni sui progetti didattici, i chiarimenti, le firme delle cedole librarie e delle autorizzazioni.

 

Possiamo dire di aver iniziato bene. Non ci resta che proseguire su questa strada.

Carmelo


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permalink | inviato da il 21/9/2006 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
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